"He's in love with rock'n'roll, he's in love with gettin' stoned, he's in love with Janie Jones"
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venerdì 20 luglio 2012
giovedì 1 marzo 2012
Ciao Lucio
"Devo dire che le canzoni d'amore non mi riescono facilmente... quindi preferisco scrivere canzoni d'amore che siano abbastanza polemiche, anche perché ritengo che l'amore sia più facile farlo così, in tutta tranquillità, srivendo le canzoni, e non nella realtà. Ecco il perché di questa canzone, che qualcuno penso conoscerà, e che vado a cantare con immensa gioia e si chiama..."
Mi ricordo di Federico, uno dei miei migliori e più cari amici, e del pomeriggio in cui mi parlò della sua infanzia e dei bei ricordi legati all'ascolto dei suoi dischi assieme al suo papà, grande appassionato di musica italiana, a Santo Domingo e di tutti i bei ricordi legati alle sue canzoni. Da allora, dopo quella confidenza, anche io, che avevo sempre negato a me stesso il piacere di ascoltarlo con un certo tipo di orecchio, iniziai ad apprezzarlo un po' di più, scoprendo di essere sempre stato un suo fan silenzioso.
Ciao Lucio.
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lunedì 20 febbraio 2012
giovedì 9 febbraio 2012
Succedeva il 9 Febbraio 1964
"I Beatles debuttavano al The Ed Sullivan Show, segnando uno dei più grandi eventi televisivi della storia."
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giovedì 22 dicembre 2011
giovedì 8 dicembre 2011
sabato 24 settembre 2011
"A long, long, long, long time ago... before the wind, before the snow."
Più passa il tempo e più mi accorgo, grazie a certe piccole promesse che regolarmente infrango nei confronti di me stesso, del potere che la musica ha su di me. Chi mi conosce sa di cosa parlo, conosce il mio attaccamento morboso a quella che è forse la mia unica passione e ciò che essa comporta. Chi mi conosce sa anche cosa significa per me il collezionare in maniera compulsiva il formato analogico della musica che adoro e sa persino che esiste un criterio nel farlo e che è a dir poco maniacale. Tanto più, chi mi conosce, sa quanto sia difficile per me fare a meno dei pezzi del puzzle che compongono il quadro della mia poco preziosa, ma significativa, collezione di dischi.
Oggi anche lui, come Nevermind dei Nirvana, compie VENT'ANNI. Infatti il caso vuole che i due dischi siano usciti, non solo lo stesso anno, ma persino lo stesso giorno.
Insomma, posso benissimo dire di aver scoperto prima i Red Hot Chili Peppers e subito dopo la mia sessualità. E non penso sia cosa da poco.
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"Oh, mi hai asciugato!!"
Ci sono amici che, soprattutto (o quasi esclusivamente), qui al nord definiremmo "asciugoni". L'amico asciugone, per intenderci, altro non è che quello che parla sempre, quello dei discorsi ridondanti, quello che la parola zitto non sa assolutamente ccosa voglia dire e, ovunque tu vada, c'è la sua voce a far da colonna sonora in ogni momento e/o situazione. È quello che non interpelleresti mai per paura di non riuscire più a parlare, quello che sa tutto e gli altri non sanno niente, quello che tutti conoscono e che ad un certo punto tutti evitano. Però, alla fine, come fai a voler male ad un amico? Resta pur sempre uno delle persone più care che hai, uno che, nonostante tutto, al momento giusto una buona parola per te l'ha saputa dire. Ti ha coccolato con la sua presenza, ti ha leccato le ferite nei momenti peggiori... Insomma, diciamocelo: non si può smettere di voler bene a un amico, anche se è pesante.
Quasi tutti lo conoscono, quasi tutti gli vogliono bene, quasi tutti ci hanno avuto a che fare e più o meno tutti hanno sentito almeno una volta la sua voce. A volte è bello risentirlo, anche se ti da noia. Ci piangi assieme, ci corri in macchina, ci canti persino con lui. Ci sono momenti, invece, in cui riesce solo a metterti malinconia addosso o a farti incazzare a morte. Ci hai a che fare a tal punto che i migliori pianti li avete fatti assieme. Nessuno come lui riuscirebbe a descrivere quel preciso momento, quella sensazione, quello stato d'animo. Nessuno. A conti fatti, chiunque lo conosca bene, chiunque conosca la sua storia, i suoi trascorsi, sa da sempre che è e sarà sempre uno dei pochissimi amici su cui poter fare affidamento, uno dei pochi al quale chiedere aiuto in certi momenti. Insomma, parliamo di un amico vero.
Quale torto sarebbe il non parlare di lui oggi, proprio nel giorno del suo ventesimo compleanno. Mi sembrava doveroso ricordarlo così, dicendo tutto e dicendo niente:
AUGURI! BUON COMPLEANNO NEVERMIND!
"With eyes so dialated I've become your pupil.
You've taught me everything without a poison apple."
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domenica 11 settembre 2011
La ritualità dell'11 settembre.
Questo blog non nasce come un blog politico o che tratta argomenti di cronaca o di sport o affini, e di certo non lo diventerà ora. Questo blog nasce come uno spazio incentrato sul parlare o commentare o condividere quelli che sono i gusti musicali del sottoscritto. Nonostante questo, però. mi sembrava doveroso dare un contributo, seppur non mio, alla vicenda riguardante quello che è la commemorazione di un decennale totalmente discutibile.
Qui di seguito un articolo molto interessante. Buona lettura.
"Sulla retorica del 'siamo tutti americani' che avvolse (e ancora avvolge), l'intero Occidente dopo gli attentati dell'11 settembre 2001 il filosofo francese Jean Baudrillard scrisse, con crudezza, con lucidità e con coraggio (e ce ne voleva moltissimo in quel momento) "che l'abbiamo sognato quell'evento, che tutti senza eccezioni l'abbiamo sognato - perchè nessuno può non sognare la distruzione di una potenza, una qualsiasi, che sia diventata tanto egemone - è cosa inaccettabile per la coscienza morale dell'Occidente, eppure è stato fatto, un fatto che si misura appunto attraverso la violenza patetica di tutti i discorsi che vorrebbero cancellarlo" ( J. Baudrillard, Lo spirito del terrorismo, 2002).
Per tutta la vita ho sognato che bombardassero New York e non posso essere così disonesto con me stesso e con i lettori da negarlo ora che il fatto è avvenuto. Eppure ho provato anch'io un istintivo orrore per quella carneficina, per quello sventolar di fazzoletti bianchi, per quegli uomini e quelle donne che si buttavano dal centesimo piano. E allora? L'America è una Potenza che da più di mezzo secolo colpisce, con tranquillità e spietata coscienza, nei territori altrui, che negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale ha bombardato a tappeto Lipsia, Dresda, Berlino premeditando di uccidere milioni di civili perché, come dissero esplicitamente i comandi politici e militari statunitensi dell'epoca, bisognava "fiaccare la resistenza del popolo tedesco", che ha sganciato un terrificante, e probabilmente inutile, Bomba su Hiroshima e Nagasaki e che nel dopo guerra ha fatto centinaia di migliaia di vittime innocenti in ogni angolo del pianeta (lo scrittore, americano, Gore Vidal ha contato 250 attacchi militari che gli Stati Uniti hanno sferrato senza essere provocati). L'11 settembre invece gli americani, per la prima volta nella loro storia, venivano colpiti sul proprio territorio. Pensavo che questa tragedia avrebbe insegnato loro qualcosa: l'orrore di vedere le proprie case cadere come castelli di carta, seppellendo uomini, donne, vecchi, bambini, famiglie, affetti. Che gli avrebbe insegnato l'orrore dell'orrore ora che lo avevano vissuto sulla propria pelle. Che gli avrebbe insegnato che anche le vite degli altri hanno un valore, poichè tengono tanto alle proprie. Invece hanno continuato imperterriti. Come prima, peggio di prima. Loro hanno sempre la coscienza tranquilla, le tragedie degli altri non li riguardano, al massimo sono 'effetti collaterali'. Hanno cominciato con l'Afghanistan. Poteva esserci una ragione perchè da quelle parti stava Bin Laden, anche se nessuna inchiesta seria è mai stata fatta per dimostrare che dietro gli attentati alle Twin Tower o quelli del 1998 in Kenya e Tanzania ci fosse effettivamente il Califfo saudita (sarà il motivo per cui il Mullah Omar ne rifiuterà l'estradizione non accettando l'arrogante risposta Usa "Le prove le abbiamo date ai nostri alleati"). Ma dopo dieci anni di occupazione rimangono sul terreno 60 mila vittime civili la maggior parte delle quali provocate dai bombardamenti a casaccio sui villaggi e persino sui matrimoni. A stretto giro di posta è venuta l'aggressione all'Iraq: 650 mila vittime civili.Giuliano Ferrara sul Foglio (6/9) proprio mentre dichiarava di detestare l'iperbole ha definito l'11 settembre "l'attentato più grande e infame della storia". E' solo una delle tante tragedie della storia recente, forse quella che ci ha colpito di più ma non certo la più infame. E io mi rifiuto di piangere ogni anno, ritualmente e a comando, lacrime di coccodrillo per tremila vittime. Rituali che tentano di far entrare nel buio sgabuzzino del dimenticatoio tutte le altre. Che sono milioni."
Massimo Fini
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mercoledì 8 dicembre 2010
In loving memory of a Victim of the insane
"I don't expect you to understand
after you caused so much pain,
but then again you're not to blame,
you're just a human, a victim of the insane.
We're afraid of everyone...
afraid of the sun.
The sun will never disappear,
but the world may not have many years."
(John Lennon, 9.10.1940 - 8.12.1980)
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sabato 9 ottobre 2010
GIVE PEACE A CHANCE: E non è cambiato nulla. Nulla.
"Ma è il tuo compleanno?" "Non lo sai che bisogna cantare "Tanti Auguri" due volte per eliminare i germi?" (Cit.)
Chissà se qualcuno invece sa che non son bastati quasi trent'anni per eliminare il vuoto lasciato nel mondo e nella musica da JOHN LENNON.
Per gente che non finirà mai di immaginare, auguri John.
[09.10.1940 - 09.10.2010]
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